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ANTONIO “ABATE”
un santo orientale a Rutigliano

di Carmine Rocco LAFORGIA

In questo periodo segnato dalla pandemia Covid-19 che ha ridotto i nostri spazi affettivi, sociali e culturali, costringendoci a stare molto tempo in casa, un po’ tutti stiamo vivendo l’esperienza del santo eremita Antonio Abate.

Nella solitudine del deserto egli non solo aveva sperimentato la propria miseria e la misericordia di Dio, non solo aveva combattuto e vinto il male, ma aveva anche trovato il modo di essere produttivo.

Speriamo che noi, da questo tempo di solitudine, riusciamo a venirne fuori migliorati e pronti per relazioni più autentiche.

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Il monastero di San Tommaso e la chiesa rurale dell’Annunziata a Rutigliano

di Carmine Rocco LAFORGIA

A Rutigliano, nel medioevo, tra il 1123 ed il XV secolo, esisteva il monastero di san Tommaso. Questo monastero, prima benedettino e poi florense, aveva come attività specifica quello di curare i pellegrini di passaggio. Ebbe molte donazioni per cui, alla fine del XII secolo, vantava un vastissimo patrimonio.

Era formato da un rustico oratorio e da due piccole case in una delle quali c’erano il forno ed il molino, nell’altra i locali adibiti ad abitazione dell’“Abate” e di due contadini. Dopo un caso di simonia, verificatosi nel monastero, papa Gregorio IX, nel 1233, lo concesse al monastero florense di San Giovanni in Fiore (prov. di Cosenza) cioè ad una delle case madri dell’ordine florense: ordine monastico fondato dal celebre Gioacchino da Fiore (1130-1202). L’abbazia di san Giovanni in Fiore è un gioiello di architettura monastica florense.

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La congiunzione Giove-Saturno del 21 dicembre 2020

di Carmine Rocco LAFORGIA

Una splendida congiunzione di Giove e Saturno, in concomitanza del solstizio d’inverno, si è verificata il 21 dicembre 2020 alle ore 18:22 UTC (Giove con una magnitudine di -1,97, Saturno con una magnitudine di +0,63); congiunzione rara perché avvenuta in tarda serata, visibile ad occhio nudo, dopo il tramonto in direzione sud-ovest, nella costellazione del Capricorno. Dalle latitudini medio settentrionali i due pianeti sono stati visibili a meno di 15 gradi di altitudine sopra l’orizzonte sud-occidentale. La distanza apparente tra i due pianeti è stata di 6,1 minuti d’arco, vale a dire di un quinto circa del diametro della Luna piena.

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